Tabacco come carburante, idea made in Italy

Carlo Ghilardi, 75 anni è un imprenditore bergamasco trasferitosi a Sanremo nel 1967 per costruire un pezzo di Autostrada dei Fiori, all’epoca possedeva un’impresa edile e si occupava anche di movimento terra. Domani il suo sogno sarà realizzato: un aereo della South African Airway percorrerà i circa 1.200 chilometri tra Johannesburg e Caper Town alimentato in parte, per la prima volta al mondo, da biocarburante ricavato dal seme di tabacco energetico, frutto del lavoro dell’imprenditore che nel 2007 ad Arma di Taggia ha fondato insieme con il figlio Massimo la “Sunchem Holding“, con la quale ha brevettato in 130 Paesi la formula del tabacco energetico, coltivando in Sudafrica, Namibia e presto anche in Brasile.

Ghilardi racconta che “tutto è nato dall’incontro con il professore Corrado Fogher, dell’Università Cattolica di Piacenza, che da quindici anni conduceva ricerche sul tabacco. L’obiettivo era sviluppare una pianta da utilizzare non per le foglie e la nicotina, ma per i semi da cui ricavare un olio ricco di acidi grassi Omega 3 e 6. Per la verità, la ricerca mirava a un uso medico. Ma poi abbiamo scoperto che quell’olio vegetale, che non congelava fino ai -21°, poteva diventare un ottimo carburante bio. Mi sono fatto aiutare da un gruppo di agronomi, e ho avviato le prime coltivazioni in Sudafrica, 700-800 ettari”.

“Il tabacco energetico non è un Ogm, non contiene nicotina, non è tossico, si adatta a diversi climi, può essere coltivato su terreni marginali non utilizzabili per la produzione alimentare. Il seme contiene circa il 40 per cento di olio. Il nostro obiettivo è arrivare tra Sudafrica e Namibia a coltivare 250 mila ettari, che significano lavoro per 150 mila persone, quindi un forte impatto socio-economico oltre che ambientale. E in Namibia con il tabacco vogliamo anche alimentare la produzione di energia elettrica, per rendere ogni villaggio autonomo. E’ il progetto di cui vado più orgoglioso”, conclude Ghilardi.

Redazione News24G

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