Realtà virtuale per combattere la differenza di genere

La violenza di genere si può combattere anche con la tecnologia: in Argentina si sperimenta la realtà virtuale per far vivere in prima persona l’esperienza dei maltrattamenti domestici.

In Argentina la Fondazione Avon, nell’ambito dell’iniziativa “SOS Ella”, ha avviato una campagna di sensibilizzazione che permette a chiunque di mettersi nei panni delle donne vittime di violenza: basta solo indossare un visore per la realtà virtuale.

A ispirare l’iniziativa è stata la storia di Laura, moglie di un marito violento e mamma di una bambina di cinque anni.

Chi indossa il visore si ritrova immerso nella realtà di Laura fatta di insulti, maltrattamenti e violenze di ogni genere. L’esperienza coinvolge e sconvolge.

Lo spettatore si sente come Laura quando era aggredita verbalmente e minacciata fisicamente dal marito.

Avverte la sua umiliazione quando il marito dà in escandescenze quando al suo rientro non trova la cena pronta. Sente la stessa ansia, la stessa sensazione di pericolo che avvertiva la vittima.

La campagna Argentina, però, non ha la paternità di questo tipo di esperimento shock.

Nel 2013, proprio in Italia all’Università La Sapienza di Roma si durante il “Brain Awareness Week 2013”, fu dedicata una giornata a “La realtà virtuale nel mondo reale”, nello specifico quello delle violenze di genere.

In quella occasione il Prof. Mavi Sanchez-Vives dell’Università di Barcellona presentò il progetto “La Realtà Virtuale Immersiva per superare la violenza di genere”.

Già allora grazie alla RVI si creò introno all’individuo un ambiente virtuale tale da fargli vivere sulla sua persona, grazie ad alcune periferiche come un casco, un visore, dei guanti, gli effetti percepiti di situazioni di maltrattamenti simulate ad hoc.

Redazione News24G

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