Realizzato l’hard disk più piccolo al mondo

I ricercatori del Kavli Institute of Nanoscience presso l’Università di Delft, nei Paesi Bassi, hanno realizzato l’hard disk più piccolo del mondo, in grado di sfruttare gli atomi per memorizzare i bit con una densità 500 volte maggiore rispetto ai migliori dispositivi attualmente in commercio. Gli scienziati hanno illustrato le sue caratteristiche sulla rivista Nature Nanotechnology.

“Si tratta di un passo avanti molto importante anche se al momento questo hard disk funziona solo in laboratorio, ed è ben lontano dalla produzione industriale, avvicina la possibilità di creare dispositivi elettronici portatili dalla memoria infinita, così come infrastrutture e datacenter più piccoli con consumi energetici più bassi”, ha commentato il tecnologo dell’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Informazione A. Faedò del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa, Luca Trupiano.

Il cuore di questa tecnologia è in una piccola superficie di rame, sulla quale gli atomi di cloro si dispongono formando una scacchiera: quando manca un atomo, si forma uno spazio vuoto, che può essere riempito spostando gli atomi vicini con l’ausilio dell’ago di uno speciale microscopio a effetto tunnel, un’operazione che ricorda lo spostamento delle tesserine numerate del gioco del 15, una volta sistemate, si forma uno schema preciso che forma bit, lettere, parole e perfino testi interi.

Grazie a questa tecnologia, gli scienziati sono riusciti a realizzare una memoria di un kilobyte, dove ognuno degli 8.000 bit è rappresentato dalla posizione di un singolo atomo. Una grande scoperta, anche se ancora lontana da applicazioni pratiche poiché attualmente l’hard disk funziona solo in condizioni di vuoto spinto a 200 gradi sotto zero.

Redazione News24G