Legambiente lancia l’allarme laghi inquinati

“12 laghi monitorati, 101 punti campionati, 6 regioni coinvolte. Si conclude l’edizione 2016 di Goletta dei laghi, la campagna nazionale di Legambiente per la tutela dei bacini lacustri italiani – in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont – che quest’anno ha visto una novità nel programma scientifico: il monitoraggio delle microplastiche”, lo annuncia direttamente Legambiente tramite un comunicato ufficiale scritto in occasione della conclusione dell’edizione 2016 di Goletta dei laghi.

“Dei 101 punti monitorati 39 sono risultati fortemente inquinati, 12 inquinati e i restanti entro i limiti di legge: il 50% dei campioni ha presentato, dunque, valori superiori di batteri fecali rispetto a quelli consentiti dalla normativa in vigore, registrando un sostanziale conferma dei dati raccolti nelle edizioni precedenti”, prosegue il comunicato.

Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, ha spiegato che “l’obiettivo della Goletta dei laghi è mettere al centro dell’attenzione locale e nazionale i laghi chiedendo serie politiche nazionali e strumenti per la loro tutela. Anche in questa edizione 2016, abbiamo rilevato situazioni critiche riguardo la presenza di scarichi e inquinamento, ma non solo. Abbiamo coinvolto i territori lacustri e ribadito l’importanza di un dialogo tra le diverse amministrazioni e le autorità di controllo in un’ottica di sistema, che superi le mere competenze locali. La qualità delle acque e la tutela e una corretta gestione del territorio devono essere considerati strumenti fondamentali, anche nell’ottica di promozione di un turismo sostenibile, che rappresenta una spinta importante per il rilancio economico dell’intero territorio”.

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, ha dichiarato che “ad oggi circa il 60 % delle acque lacustri si trova in uno stato di qualità insufficiente rispetto ai traguardi preposti dalle direttive europee e un italiano su quattro non è servito da adeguata depurazione. I ritardi in questo settore dal 1 gennaio 2016 costano all’Italia circa 500 milioni di euro all’anno per le 2 sentenze di condanna stabilite dall’Europa negli anni scorsi. Una situazione confermata anche dai nostri dati”.

“Infatti il bilancio 2016 restituisce numerosi scarichi non depurati, a causa di depuratori mal funzionati o reflui fognari che illegalmente confluiscono in fossi, canali o direttamente nei laghi. Alcune situazioni sono note da tempo, ma purtroppo fino ad oggi non ci sono stati segnali da parte delle amministrazioni per risolverle, eppure le risorse economiche ci sarebbero, così come sono noti gli interventi che bisognerebbe mettere in campo. Al tempo stesso in questa edizione registriamo anche alcune vittorie, dove, la denuncia di Goletta dei laghi ha portato all’individuazione e alla rimozione degli scarichi inquinanti, grazie alla collaborazione tra Legambiente, le amministrazioni e gli enti interessati”, ha concluso Zampetti.

Redazione News24G

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