Le follie italiane a caccia di Pokémon Go

La mania di Pokémon Go ha ormai conquistato anche il Bel Paese, ma le mode del momento spesso provocano inevitabilmente degli eccessi.

L’episodio più recente si è verificato a Firenze, dove una ragazza neopatentata di 19 anni ha percorso contromano con la sua automobile un tratto di viale Gori, alla periferia nord della città, perché intenta a giocare con la famosa applicazione. Seduto accanto a lei il fratello, anche lui distratto dal videogame. Alcuni agenti, a seguito dell’infrazione, hanno fermato la giovane, la quale ha detto loro: “Scusate cercavo i Pokémon”.

Per lei per è scattata multa per violazione del codice della strada e la decurtazione di quattro punti dalla patente. E non è finita qui: nei suoi confronti è stato anche avviato l’iter di revisione della patente, e starà alla motorizzazione civile stabilire se sia in grado di guidare senza mettere a rischio l’incolumità degli altri.

Un episodio simile è avvenuto anche a Milano, dove un 26enne cinese sostava in curva con la sua auto per giocare con la famosa applicazione. La giustificazione è sempre la stessa: “Cercavo i Pokémon”. Multe anche a Treviso, dove un’impiegata trevigiana ha raggiunto in auto la Tangenziale, ha parcheggiato nella corsia d’emergenza e poi si è incamminata a piedi lungo la tangenziale trevigiana, finché una pattuglia della stradale non l’ha fermata e ovviamente multata.

A causa di questi episodi molte persone condannano il videogame, come il Vescovo di Noto, il quale ha dichiarato: “I Pokemon Go creano dipendenza a un sistema totalitaristico che è pari a quello nazista. Ecco perché combatto quest’app che sta alienando migliaia e migliaia di giovani”.

Ma è davvero così? Bisogna condannare l’applicazione oppure il comportamento eccessivo delle persone che fanno un uso spropositato dei propri smartphone? Il fenomeno Pokémon Go è in auge da poco più di un mese, eppure gli incidenti stradali causati da persone incoscienti che mentre sono alla guida di un’automobile utilizzano il proprio telefono spostando la propria attenzione su applicazioni come Facebook, Twitter, WhatsApp o perfino per scattare un selfie, sono comunque all’ordine del giorno.

 

Redazione News24G

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