In occasione della ricorrenza dell’Epifania, il WWF ha lanciato ieri un appello affinché non venga utilizzato il carbone per le calze della Befana: “Il carbone dolce che la Befana porta tradizionalmente ai bambini il 6 gennaio è l’unico carbone che piace all’ambiente, mentre il vero carbone è un combustibile fossile che minaccia la nostra salute e il clima ricorda il WWF. Come riporta il dossier curato dalla campagna del WWF ‘No al carbone, si al futuro’, a parità di energia prodotta questo combustibile fossile rilascia in atmosfera, nei terreni e nelle acque, le maggiori quantità di inquinanti ed è inoltre la principale minaccia per il clima del pianeta, visto che le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale. Per il 2016 il WWF chiede al Presidente del Consiglio Renzi un piano di rapida uscita dal carbone che preveda tappe precise e disincentivi che impediscano agli operatori di privilegiare l’uso delle centrali a carbone che emettono più CO2”, hanno scritto sul loro sito ufficiale.

Il WWF ha chiesto di non usare il carbone per l'Epifania

“Un impegno finora disatteso, nonostante il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il 22 giugno 2015, agli Stati Generali sul Clima, avesse affermato che: “Oggi il nostro nemico è il carbone” e annunciato provvedimenti entro sei mesi. Il WWF ricorda che, dopo l’accordo di Parigi, che ha sancito la volontà di limitare il riscaldamento globale a 1.5°C, occorre che nuove iniziative vengano messe in atto dai governi, dalle città, dalle aziende e dai cittadini, in collaborazione tra loro, perché il taglio delle emissioni sia più radicale e rapido, come indicato dalla comunità scientifica”, continuano.

Ricordano inoltre l’importanza dell’energia pulita: “E’ necessaria un’azione forte per la chiusura del carbone in Italia e il lancio della decarbonizzazione dell’energia e dell’economia. Bisogna agire subito per avviare la transizione dall’attuale modello di sviluppo, incentrato sui combustibili fossili, a un modello “green”, basato sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili, valorizzando le opportunità derivanti dall’applicazione dei criteri dell’economia circolare e dallo sviluppo di soluzioni eco-innovative nell’energia, nei trasporti, nell’edilizia, ecc.”.

Infine, il WWF sottolinea che “Le Regioni italiane possono iniziare sin da subito dando il via a politiche di contrasto al cambiamento climatico, in linea con la risoluzione approvata dalla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e dal Consiglio Regionale della Liguria che chiede di ridurre la CO2 del 50% invece del 40%, come concordato su scala europea. Il 28 Gennaio a Roma, presso il salone centrale ENEA, si terrà l’evento di presentazione dello studio, realizzato da ENEA su incarico del WWF Italia, dal titolo “Liguria Zero Emission: i primi passi verso un modello di sviluppo regionale eco-sostenibile””.

Redazione News24G

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