Exomars, il Lander Schiaparelli lascia il TGO: le fasi dell’approdo su Marte

La missione Exomars è arrivata a un punto molto delicato: il Lander Schiaparelli si è già sganciato dal TGO per proseguire da solo la sua corsa verso Marte.

Il TGO, Trace Gas Orbiter, con i suoi 13 metri cubi di volume, i pannelli solari in grado di fornire 2KW di energia, le sue 4 tonnellate di peso comprensive dei 600 Kg destinati a scendere su Marte, le batterie agli ioni di litio che garantiscono il suo funzionamento anche quando Marte si frappone fra lui il sole, lascia il Lander Schiaparelli che adesso si avvina da solo, e a una velocità supersonica, al Pianeta Rosso.

Il Lander si è già staccato dal TGO ed è entrato in fase di ibernazione per conservare le energie necessarie alla sua discesa.

La fase di “ammartaggio” non è semplicissima. L’atmosfera molto rarefatta del Pianeta non permette al Lander di toccare il suolo con grande facilità. Però il modulo EDM Schiaparelli è munito di paracaduti e altri complessi meccanismi che gli permetteranno di rallentare molto la corsa.

Infatti, la sonda dovrebbe passare da 19 mila km/h a zero in brevissimo tempo, e riuscire così a rendere stabile il suo assetto per toccare il suolo senza mettere a rischio l’attrezzatura che ha a bordo.

Sullo scudo termico della sonda si toccherà il picco massimo di temperatura a 45 km dal suolo. Subito dopo, a 11 km, comincia la fase di frenata.

A questo punto il distacco del pannello di protezione provocherà l’attivazione del radar esterno, il paracadute sarà abbandonato l’atterraggio sarà guidato in modo automatico da una serie di propulsori. L’impatto al suolo ci sarà alla velocità di 10 km/h.

In fase di atterraggio il Lander scatterà, iniziando a 3/km dal suolo, una serie di fotografie in bianco e nero.

Una operazione questa indispensabile per ricostruire l’atterraggio, la zona dell’impatto e, soprattutto, la precisione delle procedure.

Redazione News24G

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