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Erano state seppellite in seguito al flop che, all’epoca dell’uscita, nel 1983, fu mondiale. Come mai questo gioco firmato Atari non ebbe successo ancora è un mistero, visto l’enorme richiamo che ebbe il film del grande Spielberg, che commosse generazioni intere per anni.

Sta di fatto che pochissimi acquistarono il gioco firmato Atari, e la grande società si vide costretta a ritirare tutte le copie prodotte, ed erano tante, dal mercato. Ma dove metterle? La Atari decise di seppellirle nel deserto del New Mexico, precisamente nel deserto di Alamogordo. Oggi, nel 2014, grazie ad un progetto co-finanziato dalla Microsoft, queste cartucce sono state ritrovate, e per i cultori del genere, saranno esposte in Italia al Museo del Videogioco di Roma da oggi.

E per chi sarà preso dalla forte voglia di giocare proprio con “E.T. the Extra-Terrestrial”, il gioco disseppellito dopo 31 lunghi anni, nelle stanze del museo saranno installate delle postazioni che vi permetteranno di familiarizzare e di giocare proprio il piccolo extraterrestre.

Redazione News24G

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