Nel corso della conferenza sul Mediterraneo a Roma, il premier Matteo Renzi ha dichiarato: “Il Mediterraneo è un’area straordinaria che può aiutare a costruire un nuovo ordine e una nuova idea di prosperità tra i popoli. Non c’è alternativa alla cooperazione di tutti i popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente e di tutte le fedi religiose e le estrazioni culturali. Non possiamo negarci che ad un mese dagli attacchi di Parigi l’emozione e la rabbia sono ancora protagonisti. Non è facile trovare la strada giusta, ma la priorità è scongiurare altre stragi: questo è l’interrogativo posto alla politica”.

“L’Europa ha perso un’occasione in questi anni, per allargarsi ad Est ha finito per non dare attenzione al Mediterraneo. La radicalizzazione è lo sbocco patologico della crisi identitaria sofferta anche da paesi europei. La cultura non è l’unica arma ma è dialogo, confronto. È il sistema immunitario delle nostre società contro la deriva del fanatismo. La distruzione di Daesh (l’Isis, ndr) è l’assoluta priorità”, ha aggiunto Renzi.

“La collaborazione internazionale va ulteriormente sviluppata: Europa e Usa condividono con Mosca l’esigenza di combattere Daesh ma serve una soluzione che abbia respiro strategico e non sia last minute. Daesh sta tentando di conquistare più spazio in Libia, regione cui siamo più legati, con ferocia e cinismo”, ha continuato il premier, auspicando che la conferenza di domenica sulla Libia sia un “punto di svolta”, sottolineando la “disponibilità dell’Italia a guidare una missione di assistenza e formazione a supporto del futuro governo libico. Per le sfide nel Mediterraneo è cruciale rafforzare la collaborazione con alcuni Paesi chiave della regione, a partire dal Libano dove l’Italia ha il comando di Unifil con oltre 1000 uomini”.

“Mai chiedere all’Italia di rinunciare a quello che è. Anche se dovesse costarci perdere dei voti non smetteremo mai, continueremo a salvare vite umane nel Mediterraneo, anche prendendo critiche e insulti da alcuni altri partner. Trovo difficile che si continui a raccontare che i problemi del nostro grande continente derivino solo da agenti esterni. Una parte rilevante dei terroristi che ha colpito a Parigi e altrove è cresciuta e si è abbeverata in Europa”, ha concluso.

Redazione News24G