Licenziata per aver condiviso su Facebook un post che riportava le lamentele dei genitori per la mensa scolastica per la quale era dipendente

Daniela Ciampa, questo il nome della donna protagonista della vicenda, 38 anni di Nichelino, comune della prima cintura di Torino commissariato i primi giorni di dicembre dopo la sfiducia al primo cittadino.

Qualche settimana fa la donna, dipendente della ditta che gestisce la mensa scolastica, era stata sospesa per cinque giorni a causa del post condiviso su Facebook, che raccontava le lamentele dei genitori che avevano trovato insetti nei cibi dei loro figli. “Non ho commentato da dipendente, ma da madre. Mio figlio va a scuola a Nichelino e io pago il servizio”, ha spiegato nelle sue controdeduzioni la dipendente, che si è dovuto affidare ad un legale.

La vicenda è finita sulle pagine locali de La Stampa, alla quale il direttore della ditta aveva dichiarato che “Per ora è una sospensione retribuita”.

Ma poco dopo è arrivato l’allontanamento, contro il quale Daniela sta pensando di ricorrere al Tribunale del Lavoro. “E’ una decisione del tutto sproporzionata, che penalizza in modo ingiustificato e crudele una madre di due figli”, ha commentato Fabrizio Morri il segretario provinciale del Pd di Torino, “Auspico che il Commissario prefettizio possa assumere una qualche iniziativa nei confronti della ditta in questione”.

“Ho parlato con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Mi ha assicurato che interverrà personalmente sul caso della dipendente licenziata dalla mensa di Nichelino già lunedì”, ha dichiarato il senatore del Pd Stefano Esposito.

Redazione News24G

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